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Sfinci siciliane con le patate

dicembre 27, 2011 by Staff interno  
Filed under tradizioni popolari


Sono i dolci caratteristici che si mangiano in diversi paesi della Sicilia per la festa di San Giuseppe, ma nell’agrigentino vengono anche preparate per carnevale assieme alla pignulata. Il nome che indica generalmente una frittella, deriva dal latino “spongia” cioè spugna, e questi a sua volta dal greco “sfoggia”. Dunque frittelle morbide, gustose e asimmetriche, che sembrano delle vere e proprie spugne. Molti però fanno derivare il vocabolo dall’arabo “sfang” col quale viene indicata una frittella di pasta addolcita con il miele.
La tradizione vuole che siano preparate dalla suocera per esser date in omaggio alla nuora.

Ingredienti:

  • 1,5 Kg Farina di grano duro
  • 1 Kg Patate
  • 4 uova
  • un dado di lievito di birra
  • Latte
  • Olio per di oliva per friggere
  • zucchero o miele

Preparazione:
Sistemare la farina a fontana su un piano di lavoro ed aggiungere le patate appositamente spellate e schiacciate (fig.3).

Impastare con le mani fino a quando non si sia formato un composto omogeneo, aggiungere le uova ed impastare nuovamente (fig.4,5,6).

A questo punto sciogliere il lievito di birra con il latte e aggiungerlo all’impasto. Aggiungere sempre latte fino a quando l’impasto risulti molle, molto elastico. (come in fig. 9).

Riporre l’impasto in una pentola avendo cura di mettere del latte sul fondo per evitare che attacchi, chiuderla poi con un coperchio e lasciarlo riposare per circa un’ora. Appena si formeranno delle bollicine in superficie (fig. 12), il preparato sarà pronto.

Mettere a bollire abbondante olio in una pentola ed avvicinare quella in cui prima avevamo messo il nostro impasto, così da agevolare la preparazione degli sfinci.

Con l’aiuto di un cucchiaio, prendere dei piccoli pezzi di pasta ed immeggerli nell’abbondante olio bollente, fino a quando tutta la superficie della pentola risulti coperta, avendo cura di girare con una forchetta gli sfinci quando saranno dorati da un lato. (di solito si girano da soli).

La frittura dovrà portare ad una doratura non troppo intensa ma neanche troppo chiara, occorrerà cercare di ottenere una doratura come quella che si vede nell’immagine (fig. 19). Adagiarli su un vassoio con la carta assorbente, per eliminare l’olio di frittura in eccesso e condirli con zucchero o miele caldo.

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