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Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

novembre 24, 2011 by Altre Fonti  
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Giorno 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne e noi, afferma la Responsabile del Coordinamento Donne Provinciale Cisl, Lilly Mazza, faremo sentire la nostra voce. E’ ancora troppo alta la percentuale delle donne vittime di violenze, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 15 e 44 anni. Si tratta di dati drammatici di cui si parla ancora molto poco. Sovente la violenza si cela dietro vicende di ordinaria alienazione familiare, ma spesso queste gravi situazioni si registrano nei luoghi di lavoro, in cui le lavoratrici sono vittime di ricatti e pressioni non sempre seguiti da azioni di denuncia. Il grido delle donne che necessitano di aiuto è schiacciato dalla solitudine, dalla vergogna, dalla paura e dal disinteresse di chi non vuole ascoltare.

La violenza contro le donne continua a costituire un impedimento all’uguaglianza di genere e allo sviluppo. Non c’è una società nel mondo dove le donne non rischino violenze basate sulla discriminazione di genere, violenze che impediscono alle donne di prendere parte alla vita sociale e di realizzare i loro diritti umani. Molte soffrono ulteriori discriminazioni a causa della loro etnia, religione, stato civile, disabilità.
Le cause di tutto ciò sono da far risalire a consuetudini poco ortodosse:

-Negare il naturale diritto di integrazione delle donne nel tessuto sociale e professionale è Violenza! La politica che non riconosce alle donne le loro capacità di leadership determina violenza! Una legislazione inadeguata che soffoca la naturale evoluzione della collettività favorisce Violenza! Violenti sono i sistemi di lavoro incancreniti che costringono le donne a delle scelte forzate e vincolanti mortificandone le carriere.

Violenta è soprattutto la cultura che non vede nella maternità un valore aggiunto !

Liberare le donne da violenze di qualsiasi tipo, conquistare la dignità, il rispetto, e i diritti umani , è un percorso difficile che parte dalla volontà di tutti, uomini e donne, qualunque sia il paese di origine o il credo. L’istruzione, la formazione e la partecipazione alla vita politica costituiscono elementi fondamentali per il superamento di stereotipi mortificanti. Chi ha avuto la possibilità di studiare e di allargare i propri orizzonti, avendo un bagaglio maggiore di conoscenze, può adoperarsi per sensibilizzare l’opinione pubblica in tutte le comunità grandi e piccole affinché finisca la schiavitù della donna. Tra le attività più recenti tra le parti sociali che rappresentano il mondo del lavoro femminile, sia dalla parte datoriale che sindacale, conclude Lilly Mazza, risulta di particolare rilievo la costituzione del “Tavolo Regionale Permanente per il Coordinamento delle politiche di genere”, utile a promuovere, favorire, valorizzare lo sviluppo della imprenditorialità e del lavoro femminile.

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