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Aragona, giovani scrittori raccontano la loro storia

marzo 6, 2009 by Alan David Scifo  
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Marta Tedesco e Giuseppe Di Giacomo PepeAd Aragona la fantasia e la creatività di due giovani ragazzi hanno dato vita alla stesura di un libro edito da Massimo Lombardo Editore. “Storia di un violino scordato” è la prima opera di Marta Tedesco e Giuseppe Di Giacomo Pepe che cominciando a scrivere per diletto, sono riusciti a realizzare il sogno di veder pubblicata la loro storia. Dall’intervista si capisce che questo collaborazione fra i due non è finita ma promette ancora altre opere.

Intervista a Marta Tedesco:

Tu sei l’autrice, insieme a Giuseppe, di questo libro. Come è nata questa collaborazione?
Questa collaborazione è nata grazie alla partecipazione di entrambi al concorso Imago tenutosi nell’estate 2007, io e Giuseppe abbiamo deciso di partecipare in coppia per scrivere sulla nostra vacanza in Inghilterra.
Di cosa tratta la storia?
Sono due storie che si intrecciano, quella di Sergio e Consuelo, i protagonisti che hanno lo stesso amore per il violino. E’ centrale quindi la passione per la musica; il violino in questo caso “scordato” diventa metafora dei sentimenti.
Come ti senti alla tua prima pubblicazione?
Emozionata e, allo stesso tempo, soddisfatta.
È stato facile trovare un editore?
Trovarlo si, perché casualmente ho avuto modo di incontrarlo in uno dei caffè letterari tenutosi ad Aragona, da lì è nato tutto. Il percorso per la pubblicazione è stato invece molto complicato e pieno di intoppi.
Del tipo…
Abbiamo dovuto correggere il lavoro più volte e anche la data della presentazione è stata rinviata più volte, poi si è aggiunto qualche piccolo problema di stampa, ma tutto sommato è andata bene.
Hai avuto qualche problema con Giuseppe, qualche parere discordante, qualche disapprovazione verso il suo lavoro o tutto è filato per il verso giusto?
Diciamo che eravamo d’accordo quasi su tutto, non ci sono stati grossi problemi.
Che progetti hai per il futuro?
Spero di non abbandonare la scrittura perché è una valvola di sfogo, oltre ad essere anche un bellissimo passatempo. Comunque io e Giuseppe stiamo già raccogliendo materiale per il prossimo lavoro.
Cosa hai provato quando hai stretto tra le tue mani la prima copia del tuo libro?
All’inizio stupore, quasi non ci credevo, soprattutto alla presentazione quando le copie sono state tutte acquistate ed ognuno voleva un autografo con dedica.
Cosa vuoi dire ad un ragazzo che vuole intraprendere questa strada?
Di mettere per iscritto le sue emozioni più grandi senza paura, solo così avrà ottenuto un prodotto autentico. Non pensare mai di non essere all’altezza per intraprendere questa strada, ma crederci sempre perché se si hanno le qualità, le occasioni non mancheranno.
Un passo speciale preso dal tuo libro?
…quella goccia, metafora dell’amore, stenta a staccarsi, ma dopo esserci riuscita, segue la sua meta a velocità folle…
Grazie Marta alla prossima avventura.
Grazie a te, alla prossima.

copertina Storia di un violino scordato

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