La Croce Paleocristiana più antica del mondo e il “Tataratà” di Casteltermini
maggio 18, 2008 by Staff interno
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La Festa.
Dal 22 al 25 Maggio si terrà a Casteltermini la “Sagra del Tataratà” 341° “Festa di Santa Croce”.
La “Sagra del Tataratà” nasce nel 1667. Anteriormente a tale data, il 3 maggio di ogni anno, si svolgeva una festa campestre alla quale accorrevano fedeli e devoti da tutte le terre vicine per celebrare il ritrovamento della Croce di Cristo presso l’Eremo di Santa Croce, una croce in legno di quercia di inestimabile valore risalente a circa 2000 anni fa: la croce Paleocristiana più antica del Mondo.
Dopo la fondazione di Casteltermini, avvenuta il 5 aprile 1629 ad opera del Barone Gian Vincenzo Maria Termini e Ferreri, i castelterminesi credettero giusto di celebrare la Festa per la Croce con il concorso di tutti gli abitanti ed il coinvolgimento di tutti i Ceti sociali del nuovo centro. Così le varie corporazioni paesane (i cosiddetti Ceti) organizzarono la nuova festa e stabilirono che una di esse, quella delle Maestranze, la sera della vigilia si recasse all’eremo a prelevare la Croce con una processione che, data la distanza dal paese, doveva svolgersi necessariamente a cavallo, e che l’indomani, a festa conclusa, le altre corporazioni riaccompagnassero la Croce all’Eremo con una sontuosa cavalcata. In quell’occasione si crede furono incise sulla Croce le iscrizioni
che ancora vi si leggono. Alla Festa partecipava il Tataratà, storicizzazione, sotto forma di Moresca, di un primitivo rito propiziatorio di Primavera che , si accostò alla Croce nei primi decenni del Cristianesimo, ed ad Essa si era accompagnato nei secoli.
Da allora la Festa si è celebrata ogni anno con sempre crescente fervore e sostanzialmente immutata anche se dai primi decenni del secolo scorso ha avuto come data la IV° domenica di Maggio.
La Festa ha un grande valore storico, folkloristico, umano e sociale e, cosa da non sottovalutare, ha il potere di accomunare tutti i castelterminesi come nessun’altra cosa sa fare. Essa li fa sentire tutti della stessa terra unendoli anche ai trapassati con un legame invisibile, il legame delle tradizioni, vero retaggio che fa delle generazioni un popolo e di questo il supporto dela Civiltà.
La Leggenda.
La leggenda vuole che, prima della fondazione di Casteltermini, delle vacche che pascolavano nelle terre del feudo Vaccarizzo, si allontanavano dirigendosi verso la campagna di Chiuddia, evento che si ripetè per diversi giorni. Il custode delle stesse, incuriositosi di detto fatto, si accorse che esse, giunte in un punto ben preciso e sempre lo stesso, si inginocchiavano. Sorpreso del fenomeno, cominciò a scavare e con grande meraviglia venne alla luce una Croce lignea. Detto custode legandola alle vacche tentò di rimuoverla, ma con grande meraviglia la Croce non si spostava ne davanti ne indietro. Corse così a raccontare il fenomeno agli abitanti dei feudi vicini che, in festa, andarono nel luogo del ritrovamento. Nello stesso luogo gli anziani decisero così di costruire una chiesetta per custodire il prodigio rinvenuto, l’attuale Eremo di Santa Croce.
La Croce.
La Croce è di legno di quercia, tre tronchi grossolanamente ridotti a sezione quadrata uniti da tre chiodi di ferro ribattuti. Alta 3,49 e larga 2,25 metri è di aspetto rustico, con numerosi forellini dovuti ai tarli, specialmente nella traversa. Nel tronco verticale, all’altezza del chiodo centrale che lo lega a quello orizzontale, sono incise delle iscrizioni che hanno colpito l’interesse di vari studiosi del presente e del passato, interpretate da loro nel tentativo di svelare i tanti misteri che vivono nella Croce. Alla sommità c’è un incavo di forma rettangolare profondo 3,5 centimetri, largo 3,5 centimetri e alto 11 centimetri, di cui non si conoscono nè la funzione nè l’età. Si crede che risalga a tempi relativamente recenti. Forse fu fatto per prelevare una reliquia dal legno, forse per costruirvi una piccola teca che contenga qualche reliquia.
Molti gli studi fatti sulla Croce, certamente tra i più significativi quello del prof. Francesco Lo Verde nel 1984 che per stabilire l’età del ritrovamento si è rivolto all’Istituto Internazionale per le Ricerche Geotermiche di Pisa, il più rinominato d’Italia, fra i migliori in Europa, che opera per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Qui un campione di legno, da lui prelevato dallo stipite della Croce, è stato sottoposto all’esame del carbonio 14 (C14) che è in grado di stabilire con buona approssimazione, l’epoca in cui l’albero è stato abbattuto. L’esame ha condotto allo strabiliante risultato che la quercia, del cui legno è fatta la Croce, è stata recisa nell’anno 12 d.C. Su quando e da chi è stata costruita si possono formulare soltanto delle ipotesi. Si crede siano stati, come da leggenda, contadini e pastori che adoperarono il legno di alberi appena abbattuti, oppure qualche tronco già abbattuto.
La Croce entra in pieno diritto nella storia e, cessando di essere una qualsiasi delle tante venerate sugli altari di tutto il mondo, diventa la più antica Croce che esista (non si conoscono infatti reperti paleocristiani di età comprovata maggiore di quella della ritrovata a Casteltermini).
info:www.tatarata.it – programma festa del Tataratà


